Il presente indicativo dei verbi regolari – Grammatica italiana – Lezione 39

Il presente dell'indicativo

Il presente dell’indicativo indicativo

In questa lezione cominciamo a vedere come si coniugano i verbi al presente dell’indicativo.

Per cominciare dobbiamo sapere che nell’italiano i verbi all’infinito, a parte  poche eccezioni, possono finire in -ARE come il verbo cantare possono finire in -ERE come il  verbo correre e possono finire in -IRE e come il verbo dormire quindi esistono tre coniugazioni 

Il presente dell'indicativo indicativo

Ogni verbo è composto essenzialmente da due parti: una parte iniziale che invariabile e si chiama  radice, la quale ha la funzione di trasmettere il significato del verbo

Il presente dell'indicativo indicativo

e la parte finale che  è variabile e si chiama desinenza, la quale ha la funzione di indicare sia chi fa l’azione, sia  il momento in cui questa azione si compie, se al presente, al futuro o al passato.

Il presente dell'indicativo indicativo

Si dice che  i verbi che finiscono in -ARE appartengono alla prima coniugazione, quelli che finiscono in  -ERE appartengono alla seconda coniugazione e i verbi che finiscono in -IRE appartengono  alla terza coniugazione.

Come abbiamo visto la radice è invariabile, quindi, se i verbi sono regolari, possiamo  scrivere questa parte uguale con tutti i pronomi.

Il presente dell'indicativo indicativo

Quando appartengono alla stessa coniugazione presentano le stesse desinenze, perciò se applichiamo il modello che vedremo  ora alla radice dei verbi, potremo coniugare tutti i verbi regolari. Vediamo come cambiano  le desinenze con i verbi che terminano in -ARE: cantare

  • il pronome io cambia la desinenza -are con la vocale -o: canto
  • il pronome tu cambia la desinenza -are con la vocale -i: canti
  • i pronomi lui-lei cambiano la desinenza -are con la vocale -a: canta
  • il pronome noi cambia la desinenza -are con la vocale -iamo: cantiamo
  • il pronome voi cambia la desinenza -are con la vocale -ate: cantate
  • il pronome loro cambia la desinenza -are con la vocale -ano: cantano

Il presente dell'indicativo

 

Vediamo come cambiano  le desinenze con i verbi che terminano in -ERE: correre

  • il pronome io cambia la desinenza -ere con la vocale -o: corro
  • il pronome tu cambia la desinenza -ere con la vocale -i: corri
  • i pronomi lui-lei cambiano la desinenza -ere con la vocale -e: corre
  • il pronome noi cambia la desinenza -ere con la vocale -iamo: corriamo
  • il pronome voi cambia la desinenza -ere con la vocale -ete: correte
  • il pronome loro cambia la desinenza -ere con la vocale -ono: corrono

Il presente dell'indicativo

 

Vediamo come cambiano  le desinenze con i verbi che terminano in -IRE: dormire

  • il pronome io cambia la desinenza -ire con la vocale -o: dormo
  • il pronome tu cambia la desinenza -ire con la vocale -i: dormi
  • i pronomi lui-lei cambiano la desinenza -ire con la vocale -e: dorme
  • il pronome noi cambia la desinenza -ire con la vocale -iamo: dormiamo
  • il pronome voi cambia la desinenza -ire con la vocale -ite: dormite
  • il pronome loro cambia la desinenza -ire con la vocale -ono: dormono

Il presente dell'indicativo

Occore prestare attenzione alla pronuncia, infatti con le prime tre persone singolari e la terza persona plurale l’accento tonico cade sulla radice, invece con la prima e seconda persona al plurale l’accento tonico cade  sulla desinenza, quindi la pronuncia sarebbe così:

Il presente dell'indicativo

 

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Uso degli articoli – Grammatica italiana – Lezione 35

Uso degli articoli

Uso degli articoli

In questa lezione vediamo quando usare gli articoli determinativi e quando usare gli articoli indeterminativi.

Usi degli articoli determinativi

Gli articoli determinativi indicano qualcosa o qualcuno ben preciso, si utilizzano per parlare di qualcosa o qualcuno di cui si è parlato anteriormente:

Gli studenti hanno fatto una festa. La festa era per festeggiare il compleanno di luca.

nell’esempio anteriore, la prima volta che si parla della festa si utilizza l’articolo indeterminativo una perché le persone che ascoltano o leggono non la conoscono ancora, ma quando se ne riparla per la seconda volta si utilizza l’articolo determinativo la riferirci a qualcosa che è già noto a chi ci ascolta.

  • Gli articoli determinativi si utilizzano per indicare un tipo di oggetti, una specie di esseri viventi o per esprimere l’astratto:

La lavagna è un oggetto scolastico. (tipo di oggetto)
Il gatto è un felino. (specie di animale)
La timidezza limita la socializzazione. (astratto)

  • Gli articoli determinativi si utilizzano anche per parlare di oggetti che ci appartengono strettamente:

Ho dimenticato le chiavi della macchina.

  • Gli articoli determinativi si utilizzano per indicare cose che sono uniche in natura:

Il continente più piccolo del mondo è l’Oceania.

  • Gli articoli determinativi si utilizzano per indicare parti del corpo:

Ho gli occhi azzurri.

Usi degli articoli indeterminativi

  • Gli articoli indeterminativi si utilizzano per parlare di qualcosa o qualcuno che viene nominato per la prima volta:

Domani vado in libreria perché voglio comprare un libro.

  • Gli articoli indeterminativi si utilizzano quando non è necessario precisare la cosa o la persona a cui fanno riferimento:

Passami una sedia, per favore!

  • Gli articoli indeterminativi si utilizzano per parlare di cose o persone delle quali non vogliamo precisare o qualificare ulteriormente:

Vado al ristorante con un’amica.

  • Gli articoli indeterminativi a volte si utilizzano per indicare una categoria una specie ed equivale a ogni un singolo elemento di quella specie:

Un cane è sempre fedele al suo padrone. (ogni cane per la strada)
C’era un cane abbandonato. (uno solo di una specie)

 

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Gli articoli indeterminativi – Grammatica italiana – Lezione 31

Gli articoli indeterminativi

Gli articoli indeterminativi

Gli articoli indeterminativi si mettono davanti a un nome per indicare che si riferisce a una persona una cosa generica e indefinita che si considera come non ancora nota. La loro funzione è quella di introdurre nel discorso un nome di cui non si è parlato in precedenza. Per esempio se diciamo:

Passami una sedia!

l’articolo UNA davanti alla parola SEDIA, fa capire che si tratta di una sedia qualunque, una sedia di cui si parla per la prima volta, non ancora identificata.

L’articolo indeterminativo deve sempre condordare con il nome che segue e quindi ha una forma femminile e una forma maschile. Inoltre gli articoli indeterminativi hanno differenti forme che dipendono dalla lettera con cui inizia il nome a cui fanno riferimento. Vediamo quali sono queste forme:

  • davanti ai nomi di genere femminile, singolari, che cominciano con una consonante, si utilizza l’articolo indeterminativo UNA

una ragazza
una finestra
una penna
una scrivania

  • davanti ai nomi di genere femminile, singolari, che cominciano con una vocale, si utilizza l’articolo indeterminativo UN’

 

un’amica
un’universita
un’aula
un’informazione

però è frequente incontrare la forma senza apostrofo anche davanti a una vocale

un’iniziativa
una iniziativa

  • davanti ai nomi di genere maschile, singolari, che iniziano sia con una vocale che con una consonante, tranne casi che vedremo dopo, si usa l’articolo indeterminativo UN

un cane
un treno
un amico
un albero

occorre fare molta attenzione ai nomi che iniziano con la vocale ricordandoci di immettere l’apostrofo solo quando sono femminili evitando di farlo quando sono maschili

un’amica
un amico

  • fra i nomi di genere maschile, singolari, che cominciano con una consonante ce ne sono alcuni particolari che usano l’articolo indeterminativo UNO, sono i nomi che iniziano con la lettera S seguita da un’altra consonante con le lettere Z, PS e GN. Più avanti vedremo altre eccezioni, ma per questo livello è sufficiente ricordare queste poche regole:

uno stadio
uno psicologo
uno zaino
uno gnomo

 

Il plurale degli articoli indeterminativi

  • Gli articoli indeterminativi hanno solamente il genere femminile e maschile. il plurale viene sostituito dalle parole alcuni e alcune

Un bambino – alcuni bambini
una bambina – alcune bambine

  • può essere anche sostituito dall’articolo zero, cioè omettendo completamente l’articolo

Ho conosciuta una persona magnifica.
Ho conosciuto persone magnifiche.

ma la forma più comune è formare il plurale degli articoli indeterminativi usando l’articolo partitivo che si forma unendo la preposizione DI con l’articolo determinativo

DEI = (di + i) – DEGLI = (di + gli) – DELLE = (di + le)

  • davanti ai nomi di genere femminile plurali che cominciano con una consonante o con una vocale si utilizza l’articolo partitivo DELLE

delle ragazze
delle finestre
delle amiche
delle informazioni

  • davanti ai nomi di genere maschile plurale che iniziano con una consonante, tranne i casi che vedremo più avanti, si usa l’articolo partitivo DEI

dei cani
dei treni
dei libri
dei quaderni

  • davanti ai nomi di genere maschile plurali che iniziano con una vocale si usa l’articolo partitivo DEGLI

degli amici
degli alberi
degli orologi
degli indirizzi

  • anche con quel gruppo di nomi particolari che cominciano con la lettera S seguita da un’altra consonante e con le lettere Z, PS e GN si usa l’articolo partitivo DEGLI

degli stadi
degli psicologi
degli zaini
degli gnomi

vediamo ora altri casi particolari dove si usa l’articolo indeterminativo UNO al singolare e l’articolo partitivo DEGLI al plurale. Per questo livello non è necessario memorizzare le regole che seguono, perché fanno parte dei livelli più avanzati di italiano, le menzioniamo qui solo per completezza.

davanti ai nomi che cominciano con le lettere X, Y,  PN e la vocale I seguita da un’altra vocale

uno xilofono – degli xilofoni
uno yogurt – degli yogurt
uno pneumatico – degli pneumatici
uno iettatore – degli iettatori
uno iugoslavo – degli iugoslavi

 

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Gli articoli determinativi – Grammatica italiana – Lezione 27

Gli articoli determinativi

Gli articoli determinativi

Gli articoli determinativi indicano una persona, animale o cosa specifici e conosciuti sia da chi parla che da chi ascolta. Gli articoli si mettono sempre prima del nome :

Gli articoli determinativi

Come si vede nell’immagine anteriore, In questi casi gli articoli il e la si riferiscono a una persona determinata: il ragazzo italiano, a un animale determinato: il gatto del vicino o a un oggetto specifico: la sedia nera.

L’articolo determinativo deve sempre concordare con il nome che segue e quindi ha una forma femminile, una forma maschile, una forma singolare e una forma plurale. Inoltre hanno differenti forme dipendendo dalla lettera con cui inizia il nome a cui fanno riferimento.

Gli articoli determinativi

Vediamo quali sono le forme dell’articolo determinativo. Per cominciare dobbiamo suddividere le parole secondo il loro genere maschile e femminile ed il loro numero singolare e plurale:

  • davanti alle parole di genere femminile e singolari che cominciano con una consonante si utilizza l’articolo determinativo LA

la ragazza
la finestra
la penna
la scrivania

  • davanti alle parole di genere femminile e singolari che cominciano con una vocale si utilizza l’articolo determinativo  L’

l’amica
l’università
l’aula
l’informazione

  • davanti alle parole di genere femminile e plurali che cominciano con una consonante o con una vocale si utilizza l’articolo determinativo LE 

le ragazze
le finestre
le penne
le scrivanie
le amiche
le università
le aule
le informazioni

  • davanti alle parole di genere maschile e singolari che cominciano con una consonante, tranne i casi che vedremo dopo, si utilizza l’articolo determinativo IL 

il cane
il treno
il libro
il quaderno

  • davanti alle parole di genere maschile e plurali che cominciano con una consonante, tranne i casi che vedremo dopo, si utilizza l’articolo determinativo I 

i cani
i treni
i libri
i quaderni

  • davanti alle parole di genere maschile e singolari che cominciano con una vocale, si utilizza l’articolo determinativo L’ 

l’amico
l’albero
l’orologio
l’indirizzo

  • davanti alle parole di genere maschile e plurali che cominciano con una vocale, si utilizza l’articolo determinativo GLI

gli amici
gli alberi
gli orologii
gli indirizzi

  • Fra le parole di genere maschile che cominciano con una consonante, ce ne sono alcune particolari che usano l’articolo determinativo LO, sono le parole che iniziano con la lettera S seguita da un’altra consonante, con le lettere Z, PS e GN. Più avanti nel corso vedremo altre eccezioni, ma per questo livello ci limitiamo a queste parole:

lo stadio
lo psicologo
lo zaino
lo gnomo

  • Questo stesso gruppo di parole al plurale utilizzano l’articolo determinativo GLI

gli stadi
gli psicologi
gli zaini
gli gnomi

Regole avanzate sugli articoli determinativi

Per questo livello A1 non è necessario memorizzare le regole che seguono perché fanno parte dei livelli più avanzati di italiano, le  menzioniamo qui solo per completezza. 

  • davanti alle parole che cominciano con le lettere X, Y, PN e la vocale I seguita da un’altra vocale si usa l’articolo LO al singolare e l’articolo GLI al plurale

Regole avanzate sugli articoli determinativi

  • davanti alle parole di genere maschile che iniziano con la lettera H, le quali normalmente appartengono a parole di origine straniera a latina, bisogna seguire le seguenti regole:
    • davanti alle parole di genere maschile che cominciano con una H aspirata si utilizzano gli articoli determinativi LO al singolare e GLI al plurale
    • davanti alle parole di genere maschile che cominciano con una H non aspirata si utilizzano gli articoli determinativi L’ al singolare e al plurale
    • davanti alle parole di genere femminili che iniziano con la lettera H si utilizza sempre l’articolo LA al singolare e l’articoloLE al plurale 

Gli articoli determinativi

 

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Verbo esserci – Grammatica italiana – Lezione 23

Verbo esserci

Verbo esserci

Non bisogna confondere il verbo pronominale esserci con il verbo essere sia il loro uso che il loro significato possono essere completamente differenti.

Il verbo pronominale esserci (per verbo pronominale si intende un verbo che si usa con un pronome) si forma dall’unione del verbo essere con la particella locativa ci, la quale si riferisce a un luogo nello spazio. Questo verbo ha il significato di esistere in modo reale o figurato o di trovarsi in un determinato spazio.

Quando viene utilizzato per esprimere il concetto di trovarsi in un luogo, acquisisce una forma personale e può essere coniugato in tutte le persone.

La coniugazione si forma coniugando il verbo essere e anteponendo al verbo la particella locativa ci

io ci sono
tu ci sei
lui c’è
noi ci siamo
voi ci siete
loro ci sono

Quando coniughiamo il verbo esserci, bisogna far attenzione di sopprimere la vocale i della particella ci alla terza persona singolare sostituendola con l’apostrofo, questo si fa per evitare lo scontro di vocali.

CI È (sbagliato)
C’È (corretto)

Vediamo alcuni esempi dell’uso del verbo esserci:

Se tu non ci sei, io non vengo.
Ci siamo anche noi alla festa.
Ci siete domani alla lezione?

L’uso più comune di questo verbo però avviene quasi sempre in terza persona singolare e plurale, in questo caso diventa un verbo impersonale, cioè senza un soggetto che compie l’azione, quindi deve essere coniugato alla terza persona singolare se facciamo riferimento a un nome singolare, come per esempio:

Sul tavolo c’è un libro. (nome singolare)

o deve essere coniugato alla terza persona plurale se facciamo riferimento a un nome plurale, come per esempio:

Sul tavolo ci sono due libri.

È più facile capire questo se lo compariamo con il suo equivalente in inglese:

c’e = there is   /    ci sono = there are

Vediamo ora alcuni esempi sull’uso corretto del verbo esserci in terza persona:

Oggi c’è molto sole. (nome singolare)
In questo corso ci sono molti studenti. (nome plurale)
C’è la possibilità di essere assunti. (nome singolare)
Ci sono alcuni prodotti in offerta. (nome plurale)
C’è un’atmosfera strana questa sera. (nome singolare)
Se ci sono dubbi, ditemelo per favore! (nome plurale)

Per fare la negazione del verbo esserci è sufficiente mettere l’avverbio non prima del verbo esserci, come per esempio:

In ufficio non c’è più nessuno.
In cucina non ci sono più spaghetti.
Non c’è nessuno che risponde al telefono.

Quando si formula una domanda con il verbo esserci, bisogna usare solamente la forma al singolare

Che cosa c’è sul tavolo? (esatto)

sarebbe un errore chiedere:

Che cosa ci sono sul tavolo? (sbagliato)

Fanno eccezione a questa regola le domande che usano l’aggettivo quanti:

Quanti libri ci sono sul tavolo?

Rispetto al verbo esserci, uno degli errori più comuni da parte degli studenti principianti è confondere l’uso del verbo essere con il verbo esserci, ad esempio alla domanda “C’e Roberto?”  all’inizio gli studenti non sanno se rispondere “Sì, è qui.” o “Sì, c’è qui.

Un altro errore tipico degli studenti principianti consiste in formulare in maniera sbagliata la domanda:

Che cosa ci sono sul tavolo? (domanda sbagliata)

o rispondere in modo sbagliato:

C’è due libri. (risposta sbagliata)

Il verbo esserci può anche far parte di espressioni formate da un gruppo di parole con significato unico, che non sarebbe possibile usare se non ci fosse il verbo esserci. Vediamo alcuni esempi:

C’è sotto qualcosa!
(significa qualcosa di occulto nascosto)

Non c’è di che!
(è una risposta come ringraziamento)

Non c’è che l’imbarazzo della scelta!
(si riferisce a una vasta gamma di possibilità tutte ugualmente valide)

C’è come dal giorno alla notte!
(identifica una grande differenza)

 

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