Come fare le domande

Come fare le domande

In questa lezione impariamo come fare domande relative alle cose, alle persone, al tempo, alla posizione e alla causa.

Per fare domande si usano aggettivi, pronomi o avverbi che vedremo in maniera dettagliata nelle lezioni di grammatica italiana; per adesso limitiamoci a impararli a memoria, senza identificare la loro funzione.

Vediamo quali sono:

CHE (per fare domande  relative alle persone)
CHE o CHE COSA (per fare domande  relative a cose in generale) 
QUALE (per fare domande  relative a cose in generale) 
QUANTO (per fare domande  relative a quantità) 
DOVE (per fare domande relative a luoghi o a periodo di tempo)
PERCHÉ (per fare domande relative alla causa o al motivo)

In italiano una frase interrogativa usa solamente un punto interrogativo o punto di domanda alla fine della frase:

Come ti chiami?

Non si mette mai all’inizio della frase come si fa nello spagnolo:

(no) ¿Come ti chiami?

 

Per fare una domanda relativa a una persona si usa il pronome interrogativo CHI, facendo attenzione che questo pronome è invariabile quindi è uguale al maschile al femminile al singolare e al plurale. Vediamo alcuni esempi:

Chi è lui?  (maschile singolare)
Chi è lei?  (femminile singolare)
Chi sono loro? (maschile e femminile plurale)

Inoltre, se si riferisce a chi fa l’azione, usa sempre il verbo coniugato in terza persona al singolare:

Chi parla latino? (“parla” = terza persona singolare)
Chi viene al cinema? (“viene” = terza persona singolare)
Chi porta fuori il cane? (“porta” = terza persona singolare)

Un errore comune che si fa soprattutto all’inizio, è usare il verbo in terza persona plurale come in questa frase sbagliata:

Chi di voi studiano italiano?”

“Studiano” è la terza persona plurale che non si può usare. La domanda corretta sarebbe:

Chi di voi studia italiano?

Per fare domande relative alle cose in generale, si usano i pronomi interrogativi CHE o COSA. Questi pronomi si possono usare da soli o insieme CHE COSA. Per esempio possiamo fare una domanda relativa al cibo in tre maniere differenti:

1) Usando solamente il pronome che:

Che mangi?

2) Usando solamente il pronome cosa:

Cosa mangi?

3) Usando tutti e due pronomi uniti che cosa:

Che cosa mangi?

Vediamo alcuni esempi di domande relative alle cose in generale:

Di che nazionalità sei?
Che libro stai leggendo?
Che pasta stai cucinando?
Cosa porti da mangiare?
Cosa regali a tua sorella?
Cosa pensate di fare?
Che cosa stai facendo?
Che cosa ha detto il professore?
Che cosa significa la parola cane?

Il pronome o aggettivo quale viene usato principalmente per fare domande sulla qualità o sull’identità di qualcosa o di qualcuno. Vediamo alcuni esempi:

Quale camicia è la migliore?  (domanda relativa alla qualità)
Quali sono gli studenti del primo corso? (domanda relativa all’identità)
Quale pizza ti piace di più? (domanda relativa alla qualità)
Quale ministro è stato arrestato? (domanda relativa all’identità)

Generalmente si usa per fare domande relative sia a persone che a cose. Non ha genere per cui non cambia al maschile o femminile:

Quale libro hai letto?
Quale pizza hai comprato?
Quale attore ti piace di più?

Ma invece ha una forma diversa per il plurale:

Quali sono i libri più interessanti?
Quali sono le città più belle?
Quali sono i tuoi difetti?

Per fare domande relative alla quantità di persone o cose si usa l’aggettivo interrogativo quanto che varia sia in genere che in numero e quindi a quattro forme:

QUANTO (maschile singolare)
QUANTA (femminile singolare)
QUANTI (maschile plurale)
QUANTE (femminile plurale)

Vediamo alcuni esempi:

Quanto zucchero vuoi nel caffè? (maschile singolare)
Quanta acqua bevi al giorno? (femminile singolare)
Quanti studenti ci sono in classe? (maschile plurale)
Quante regole bisogna sapere? (femminile plurale)

L’aggettivo quanto può essere usato anche per fare domande relative alla dimensione, in questo caso non varia:

Quanto è alto tuo fratello?
Quanto è alta tua sorella?
Quanto sono alti i tuoi fratelli?
Quanto sono alte le tue sorelle?

Per fare domande relative a un luogo o una posizione si usa l’avverbio dove. Come tutti gli avverbi è una parte invariabile del discorso, quindi non varia in genere è in numero. Quando si usa il verbo essere in terza persona, perde l’ultima vocale e usa un apostrofo; al plurale questo non succede. Vediamo alcuni esempi:

Dov‘è la penna?
Dov‘è il quaderno?
Dove sono le matite?
Dove sono i libri?

Per fare domande relative a un periodo di tempo, si usa il verbo quando, che come l’avverbio dove non varia al maschile, al femminile, al singolare e al plurale:

Quando porti il libro?
Quando prepari la pizza?
Quando ci sono gli esami?
Quando cominciano le vacanze?

Per fare domande relative a una causa o un motivo si usano gli avverbi perché e come mai, l’uso corretto di uno o l’altro lo vedremo più avanti nel corso. La parola perché usa sempre l’accento acuto sull’ultima vocale, cioè che sale verso destra e non si divide mai la parola. Vediamo alcuni esempi:

Perché non viene alla festa?
Perché arrivi sempre in ritardo?
Perché l’acqua bolle a 100 gradi?
Come mai tua sorella sta piangendo?
Come mai parli così bene l’italiano?

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